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LA CAPPELLA DEI SANTI

I SANTI PROTETTORI > LA CHIESA

La cappella si trova in fondo alla navata sinistra e la sua forma attuale è il risultato della sistemazione effettuata durante i lavori di restauro della chiesa eseguiti negli anni '60 ai quali, peraltro, si deve l'aspetto attuale di tutto l'edifico.
Non si tratta propriamente di una cappella in senso stretto, poichè non occupa uno spazio o un corpo di fabbrica delimitato, la nicchia è ricavata infatti nella parete di fondo della navata e l'altare in marmi policromi vi è appoggiato contro.

La nicchia ha una struttura semplice e lineare nella sua policromia giocata su soli tre colori: il rosso, il rosa e il bianco che le conferiscono un aspetto elegante e raffinato.
Essa si presenta come una slanciata loggia classica cieca su tre lati, ma come aperta verso un empireo dalle tonalità rosa.
La bifora cieca del fondo e le due monofore ad arco laterali pure esse cieche, divise da esili lesene addossate al fondo in marmo rosa, sembrano definire, senza chiuderlo, lo spazio che ospita le due sacre immagini.

Cappella dei Santi Cosma e Damiano

Cappella dei Santi Cosma e Damiano

Il lato anteriore della nicchia, circondata da una cornice con modanatura in porfido rosso, si apre con una bifora e una lunetta in marmo rosa bilobata. Al centro della lunetta spiccano due flessuose palme in marmo bianco, intrecciate in forma di croce di S. Andrea, attributo dei Santi Martiri.

L'apertura bilobata, entro cui si inquadrano le due venerate statue lignee dei Santi Cosma e Damiano, è priva della colonnina centrale e il peduccio termina con una pigna in marmo bianco, un elemento decorativo molto diffuso nell'architettura ecclesiastica e qui collocata, proprio per il suo forte significato simbolico. Il cristianesimo infatti considerò i frutti del pino, insieme a quelli del cipresso e del cedro, come quelli dell'Albero della vita.

Nicchia dei Santi Cosma e Damiano

Nicchia dei Santi Cosma e Damiano

Tratto dal libro:
I SANTI COSMA E DAMIANO TESTIMONI DELLA FEDE E DELLA CARITA'
Prof. Almerindo Ruggiero


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